Indagine sieroepidemiologica per valutare la diffusione di infezione da respirovirus nel camoscio nelle Alpi Centro-Occidentali

Le patologie respiratorie rappresentano uno dei principali problemi sanitari del camoscio, come testimoniato da focolai epidemici in diverse realtà alpine e dal frequente riscontro di lesioni a livello polmonare sugli animali morti e/o abbattuti. Il contributo del Cacciatore, nel segnalare sintomi riconducibili a difficoltà respiratorie, è determinante per attivare un opportuno monitoraggio sanitario, trattandosi di patologie multifattoriali che richiedono adeguati approfondimenti diagnostici.  In una recente indagine, condotta nelle Alpi Lepontine, la segnalazione di camosci con sintomi respiratori ha consentito l’identificazione di un virus respiratorio, simile a quello della parainfluenza, patogeno dei ruminanti domestici. Tale ricerca è stata condotta presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano, dove proseguirà la presente indagine sierologica finalizzata a valutare quanto tale infezione sia diffusa nel camoscio e in altri ruminanti domestici e selvatici, quali stambecco e cervo, allo scopo di verificare la possibile trasmissione interspecifica.

Il lavoro, promosso da UNCZA nell’ambito dell’iniziativa “Fondo Scaramaglia”, sarà condotto dal dot. Daniele Bonato presso i laboratori dell’Università, con la supervisione della prof. Camilla Luzzago.

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