Caccia al femminile
La presenza femminile nel mondo venatorio alpino è sicuramente minoritaria, ma in anni recenti si sta assistendo ad una sua crescita. In diverse regioni operano gruppi consistenti di cacciatrici spesso organizzate per promuovere interessi in campo culturale e gesionale.
La donna cacciatrice è una risorsa preziosa da valorizzare per presentarci con un’immagine nuova e meno scontata verso il cittadino, per riuscire a dare conto di una realtà venatoria alpina ricca di fermenti innovativi.
Per sottolineare questa importante presenza, UNCZA ha voluto dedicare nel 2009 alle cacciatrici alpine una copertina della rivista.
Una cacciatrice membro dell’Assemblea Nazionale
Per la prima volta nella storia dell’UNCZA nel 2015 è stata nominata membro dell’Assemblea Nazionale una cacciatrice. È Petra Filippi rappresentante della Provincia di Trento.
Già nota agli amici di UNCZA per aver posato, assieme all’amica Veronica, per una copertina di Caccia Alpina, è nata a Trento ed è cacciatrice dal 2006 nella Riserva di Trento Ovest. Ha frequentato vari corsi di approfondimento, da quello per operatore faunistico a quello per conduttore di cane da traccia. Da sempre si dedica alla promozione della figura della donna nel mondo venatorio.
Un cacciatrice responsabile di un Circolo UNCZA
E’ Martina Da Rin Perette, classe 1998 di Vigo di Cadore (BL), la prima donna responsabile di un Circolo UNCZA.

Appassionata di caccia in alta montagna, una passione che ha preso dal padre che le è da sempre accompagnatore prodigo di consigli nelle sue uscite venatorie. Una particolare passione poi per il camoscio e per le sue cime dolomitiche.
Il Circolo è nato dalla volontà di un gruppo di giovani cacciatori e cacciatrici del Cadore, tutti con meno di 35 anni, mossi dalla voglia di dedicarsi alla promozione della cultura venatoria di montagna e delle sue tradizioni e dal riscontro della necessità di una maggior consapevolezza dell’importanza della caccia alpina. L’obiettivo è diffondere i valori della caccia alpina e mettere in luce l’importanza strategica del cacciatore di montagna nella valorizzazione, conservazione e gestione sostenibile della fauna tipica delle Alpi. “Non vogliamo, spiega Martina, insegnare niente, ma semplicemente portare la nostra forza e freschezza nell’ambiente venatorio per contribuire alla formazione di cacciatori giovani sempre più sensibili ed attenti allo straordinario ambiente in cui viviamo”.