Fondo Scaramaglia per la ricerca

L’Unione Nazionale Cacciatori Zona Alpi (UNCZA) ha costituito un Fondo volto ad incentivare la ricerca e gli studi nei campi della gestione della fauna selvatica e della cultura venatoria, svolta da giovani neolaureati. Il progetto è dedicato alla memoria di Matteo Scaramaglia, il giovane socio UNCZA responsabile del Circolo di Genova da poco scomparso in circostanze tragiche in montagna. Con questa iniziativa UNCZA e i soggetti che già hanno segnalato il proprio interesse all’iniziativa, si propongono di aiutare tanti giovani che con passione per la Natura hanno investito in anni di studio e una volta arrivati all’agognata laurea, carichi di motivazioni, di entusiasmo e di preparazione, al cospetto del mondo del lavoro si trovano di fronte a grandi difficoltà  nel trovare sbocchi operativi. E tutto ciò pur a fronte di un settore, come quello della fauna selvatica, che avrebbe bisogno, nel nostro Paese, di molti maggiori investimenti in ricerca scientifica e per il quale invece si fa ancora troppo poco.
Il Fondo è pertanto destinato allo svolgimento di lavori di studio e di ricerca nei campi della biologia, dell’etologia e della gestione della fauna selvatica alpina e nell’ambito di temi riguardanti la storia e l’evoluzione dell’attività venatoria riferiti all’ambito alpino.
Le somme costituenti il Fondo sono formate da devoluzioni aperte di vari soggetti interessati: Enti, Associazioni e Ditte private. Il progetto del Fondo ha ovviamente il sostegno della Famiglia Scaramaglia e di Federcaccia Genova, che con UNCZA hanno promosso l’iniziativa. La gestione del Fondo avviene attraverso la promulgazione di Bandi o per incarichi diretti di UNCZA, a seconda dell’entità delle somme raccolte, e su suggerimento dei soci conferenti. Gli aspetti scientifici legati alle ricerche da promuovere ed allo svolgimento delle stesse sono seguiti da appositi referenti scientifici.

A sostegno dell’iniziativa

Famiglia
Scaramaglia

 

ACAA

UNCZA

Federcaccia Genova

Federcaccia Trieste

Federcaccia Brescia

C.A. Alpi Comasche

Circolo UNCZA
Genova

Federcaccia Liguria

Il progetto ha recentemente preso concreto avvio promuovendo una ricerca indirizzata a meglio conoscere, soprattutto nei suoi termini dimensionali, la presenza e l’apporto tecnico della cinofilia alla gestione faunistica in area alpina ed al mondo della caccia di montagna in generale. La ricerca è stata affidata al dott. Giacomo Oliviero (333 5376606) con la collaborazione, in veste di referente scientifico del progetto, del dott. Angelo Lasagna. Clicca qui per leggere l’articolo. 

Sant’Uberto

UNCZA ha avviato una ricerca volta ad approfondire le conoscenze su Sant’Uberto, patrono dei cacciatori. Di Sant’Uberto sappiamo con sicurezza storica che fu vescovo di Tongres-Maastrich dal 703 al 727 e che la devozione alla sua figura risale al secolo XII, ma le notizie su di lui, se pur conosciuto e venerato soprattutto in ambito venatorio, appaiono però frammentate, spesso disomogenee e sicuramente incomplete.

Manca un compendio approfondito e complessivo della storia, della leggenda e della presenza della storica figura. La ricerca promossa da UNCZA, affidata alla dott. Serena Parisi, si propone di delineare un panorama di conoscenze più completo in grado di rappresentare organicamente la vita e il culto del Santo.

La ricerca ha preso avvio con una prima raccolta di notizie contattando le associazioni venatorie dell’arco alpino italiano e del nord delle Alpi, in particolar modo di lingua tedesca ed attraverso la consultazioni delle fonti bibliografiche ed archivistiche disponibili.

Si chiede cortesemente a tutti gli amici una collaborazione, ritenuta indispensabile alla corretta riuscita del lavoro, segnalando notizie in merito al culto del Santo nella propria zona (pubblicazioni, iconografia, dedicazioni, architetture, ecc.), comunicandole a serena_parisi@live.it o a unczatn@alice

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