Assemblee UNCZA di arte e cultura

C’è una nuova maniera di vedere la caccia, che non è alla Renato Fucini né alla Hemingway, ma si rifà all’antica tradizione di innestare la conoscenza per conservare e migliorare il patrimonio faunistico, come da qualche anno si sta facendo in alcune regioni delle nostre Alpi e da trenta nei Paesi europei che si trovano al di là. Questa, in definitiva, è l’idea che si può avere dopo aver partecipato all’assemblea che in val di Fassa hanno tenuto i cacciatori della “zona Alpi”, e anche gli anticaccia o i protezionisti ad oltranza, alla fine del convegno, a parte l’ospitalità e l’ambiente, avrebbero con piacere ridimensionato la loro posizione.”
Così il grande Mario Rigoni Stern sulla Stampa di Torino, all’indomani dell’assemblea di Vigo di Fassa del 1982, unica Personalità accreditata a poter trattare, a quel tempo, di caccia coi media.
Fu quella XVII Assemblea la prima da presidente di un giovane medico di Cuneo eletto l’anno prima a Macugnaga, persona colta ed appassionata, e dalle idee chiare sul futuro della caccia: il suo nome Bruno Lauro Vigna. Abile nel confrontarsi con gli altri al punto che dalla sua prima relazione a Vigo di Fassa rimasi “fulminato sulla via di Damasco”, conquistando subito la mia stima per quella sua convinzione di voler dare pari dignità sociale alla caccia, in questo coadiuvato anche da un team di validi consiglieri, tutti all’altezza della situazione.
Vigo diede anche inizio ad una nuova era, trasformando quella che era una simpatica assemblea di amici appassionati che si ritrovavano ogni anno, in una fucina di idee, esperienze e convegni, che avrebbero traghettato l’ars venandi da una forma di passione ad una dimensione di cultura e rispetto del Creato. Iniziarono così i primi gruppi di suonatori di corno, mostre di pittura e scultura, convegni internazionali, scambi di esperienze e tradizioni, corsi per esperti e simposi scientifici su varie tematiche. A questo proposito l’amico Beppi de Franceschi, memoria storica dell’UNCZA, scriveva “assemblea nella scia delle più pure tradizioni alpine quella di Vigo di Fassa, eppure diversa e ricca di cose nuove. È questa XVII la prima che Bruno Lauro Vigna è presidente ed è la seconda volta che il presidente federale Polo Leporatti ha presenziato e partecipato a tutti i lavori ed alle varie manifestazioni, quasi a conferma che l’UNCZA è ‘il fiore all’occhiello’ della caccia italiana. In essa sono state inserite nuove iniziative, mostra internazionale di trofei e di quadri di cacciatori-pittori, la Messa di S. Uberto, commissioni tecniche e gemellaggio tra le guardie di Trento e di Cuneo. Il presidente Vigna ha affermato che i cacciatori di montagna, chiamati nel dopoguerra a ricostruire il patrimonio faunistico alle soglie dell’estinzione, con caparbietà, rinunce e preveggenza, hanno ottenuto grandi risultati.”
A proposito della Messa di S. Uberto, per la prima volta venne invitato dalla Baviera, mio tramite, un gruppo di suonatori di corni da caccia per accompagnare la celebrazione della S. Messa, e fu tale il successo che alla fine della funzione dai partecipanti partì un vigoroso applauso, cosa abbastanza eccezionale in chiesa. Partecipai alla mostra di pittura con alcune mie opere, insieme ad altri artisti cacciatori e su incarico dell’amico Ulrico Delpero di Cavalese, tragicamente scomparso l’anno successivo, fornii il bozzetto della testa di stambecco che figurava quell’anno nel legnetto-distintivo. Sarà poi nell’anno 1991 che mi incaricheranno di dipingere la grande Ehrenscheibe che farà da testimone alle successive assemblee e che viene passata di anno in anno alle varie Sezioni. Sul retro di questo bersaglio in legno dipinto, su lastra in rame, vengono poi incisi a raggera le date e le località delle varie assemblee. Inoltre, annualmente, viene consegnata una mia Scheibe, che resta alla Sezione che ha organizzato l’evento. Forse anche per questo vengo considerato il pittore dell’UNCZA… e ne vado orgoglioso.
Nella mia lunga vita ho avuto il privilegio di partecipare a quasi tutte le assemblee annuali e posso affermare che da tutte e ciascuna ho tratto esperienze che hanno arricchito la mia vita di cacciatore di montagna e di uomo. Purtroppo nel 1996 per il maltempo non arrivai nella terra ladina di Arabba, perciò mi rammarica di non aver potuto presenziare alla consegna da parte del compianto presidente federale Giacomo Rosini – che tanto fece per la nostra caccia nella sua veste di deputato al Parlamento italiano – del Prix Litteraire 1996 conferito all’amico Mario Rigoni Stern dal C.I.C. A tal proposito nel 1991 venne conferito anche a me il Prix Artistique C.I.C. per le arti figurative, ed appunto con Mario siamo gli unici due italiani ad esserne stati insigniti.

Alla domanda di come possa una assemblea annuale di cacciatori durare per mezzo secolo con sempre maggiore interesse ed entusiasmo, la risposta è che si tratta di “cacciatori di montagna”, e questo fa la differenza.
Inoltre ogni anno vengono conferite borse di studio per tesi di laurea attinenti caccia, natura ed ambiente, viene promossa la ricerca i cui risultati vengono illustrati in convegni anche internazionali e in pubblicazioni. A questo proposito va ricordato il “Progetto Alpe”, un ponderoso lavoro di ricerca esteso a tutte le Alpi sulla pregiata fauna alpina, che ha coinvolto vari gruppi di studiosi e cacciatori, coordinati dal noto ricercatore e socio Ivano Artuso e presentato con successo alla XXIX Assemblea UNCZA a Piancavallo in provincia di Pordenone. Nell’occasione realizzai un grandioso Diorama alpino su tutto un lato del palazzo del ghiaccio, dove si tenne anche la mostra-mercato “Alpinsieme” ed una rassegna di cani da traccia. 
Un capitolo importante è rappresentato anche dall’impegno posto in essere da UNCZA attraverso il confronto delle varie tradizioni, l’etica venatoria ed il rispetto del Creato in generale. Fu merito dell’altoatesino Rino Masera, eletto presidente nel gennaio del 1998 e di alcuni suoi stretti collaboratori come Scacchetti, Penner e Ruedl, nonché di Heinrich Aukenthaler, se le tradizioni Mitteleuropee si sono felicemente propagate in tutte le province alpine e parte di quelle dell’Appennino. Grande impulso alla formazione venne anche dai corsi tenuti alla Scuola al Gallo in Passiria, col direttore Otti Larcher. 
Puntare sulla Cultura si è dimostrata la carta vincente. Dopo la mostra di pittura all’assemblea di Vigo del 1982 e l’anno successivo a quella di Courmayeur, partecipai a tantissime altre. In seguito mi dedicai particolarmente alla realizzazione di diorami, che facevano da cornice all’evento dell’assemblea. Mi emoziona ancora il ricordo del diorama di Saint Vincent realizzato sul palcoscenico della sala rossa del casinò, con l’aiuto di Carlo, Luigi, Sergio ed altri. Nel buio della sala, all’apertura dei lavori, si udiva amplificato lo scorrere del ruscello, realmente inserito nel diorama, mentre l’alba sorgeva su una tundra di rododendri ed il grandioso sfondo dipinto del Cervino, i suonatori di corno di Tolmezzo irrompevano con la loro melodia. Un patos coinvolgente che ebbe eco anche sulla stampa nazionale. Ricordo con piacere le giornate a Saint Vincent perché oltre a Maria Cristina, con la quale ho partecipato a quasi tutte le assemblee, avevo con me l’intera famiglia. La XXXIII Assemblea si tenne a Castion Veronese – Villa Pellegrini, in concomitanza con il “Giugno del Cacciatore” per dare risalto anche all’immissione sul Monte Baldo di un gruppo di camosci per ripopolamento. La complessa organizzazione di questa duplice manifestazione era affidata ai coniugi Osvaldo ed Amalia Berti, e rimarrà negli annali dell’UNCZA per l’ottima riuscita. Fu anche l’ultima alla quale parteciparono i compianti presidenti Giacomo Rosini ed il vice Gianfranco Conti Persini.
Ma quella più originale per il territorio dove si è tenuta è quella di Bordighera nel 2004 in Liguria. “I camosci al mare” sembra incredibile per noi abituati all’ambiente alpino di poter immaginare che branchi di camosci possano vivere su rocce a picco sul mare. Abbastanza singolare, per noi abituati ai lariceti, anche la Scheibe che ho dipinto per la Sezione ospitante con uno scorcio di Bordighera con le sue famose palme. 
Nel 2005 a Sappada o Plodn, enclave germanofona in terra veneta alle sorgenti del Piave, concessa dalla Serenissima nella notte dei tempi ad una popolazione proveniente dal nord, il Presidente Masera consegnò a varie personalità dell’UNCZA una medaglia a ricordo della XL Assemblea, tra queste voglio ricordare Livio Pifferi “padre fondatore” e Ruggero Faccin “segretario storico” sin dai tempi di Ennio Fabrello. Nell’occasione ho realizzato oltre al Diorama una importante mostra di Scheiben, bersagli dipinti. Si tenne inoltre un importante convegno su “la salute del cacciatore”. Fu per Masera l’ultima volta da presidente in quanto nel gennaio dell’anno successivo gli sarebbe succeduto il trentino Sandro Flaim, che organizzò la sua prima assemblea da presidente a Santa Maria Maggiore in Valle Vigezzo. Era la XLI. Quella volta per le “signore dell’UNCZA” al seguito dei mariti, fu organizzata una gita con il caratteristico trenino a scartamento ridotto, detto Vigezzina, che attraverso la pittoresca valle porta sulle sponde svizzere del lago Maggiore. Queste gite sono state simpaticamente raccontate dalla signora Rina Vigna Ricci e pubblicate sulla nostra rivista.

L’ultimo diorama che realizzai per l’UNCZA fu a Livigno in occasione della XLII Assemblea in Plaza Placheda, una enorme piazza coperta: un complesso di alti roccioni artificiali con stambecchi ed una scrosciante cascata che finiva in un ruscello di montagna, molto ammirata. Nello stesso diorama era presente un branco di camosci e un “balz” di forcelli. Anche in questo caso il grande diorama era inserito nella mostra-mercato “Alpinsieme”.

Ed affiorano ancora tanti ricordi di tante belle esperienze alle varie assemblee di Tarvisio, territorio in gran parte donato da Maria Teresa d’Austria, dove si incontrano tre culture, la nostra e quelle tedesca e slovena, o in Valsesia tra le popolazioni walser e le loro tradizioni, ed ancora in Valsassina, dove fiorente è l’industria delle forbici e dei coltelli ed interessante, visitando gli alpeggi, vedere come vengono deviati interi ruscelli che passando all’interno delle baite in pietra alimentano vasche con acqua corrente fredda per la conservazione del burro.
Tra i ricordi più recenti l’assemblea dello scorso anno in Val di Scalve, sperduta valle del bergamasco, già dominio veneziano, con una solida economia rurale ed un turismo rispettoso dell’ambiente e dove il tempo sembra si sia fermato. Nel corso dell’assemblea interessante la conferenza su “Europa ed economia di montagna” tenuta davanti ad un attento pubblico dall’europarlamentare Herbert Dorfmann.
Tante assemblee, tanti e tanti incontri con vecchi amici e nuove conoscenze che arricchiscono il bagaglio personale di ognuno dei partecipanti e creano amicizie che durano nel tempo, ancorché le distanze siano talvolta grandi.
Il “testimone” è passato quindi ad Asiago dove quest’anno in giugno si è tenuta la cinquantesima Assemblea. L’altipiano cimbro dei Sette Comuni diede i natali allo scrittore Mario Rigoni Stern e pertanto l’UNCZA lo ha ricordato con una mia Scheibe e chiudo questo mio “amarcord” proprio con un suo pensiero: “la caccia non è uno sport né un hobby: è una rara e grande passione che deve essere regolata dall’intelligenza e dallo studio.”

Claudio Menapace

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