Commissione tecnica avifauna

Le modificazioni ambientali subite dalla montagna negli ultimi decenni, a causa soprattutto dell’abbandono di questi territori da parte dell’uomo, ha contribuito sensibilmente ad accentuare il fenomeno di riduzione di alcune specie di fauna selvatica che soprattutto i contingenti dell’avifauna alpina stanno vivendo.
La caccia alla tipica stanziale alpina è uno dei simboli stessi che caratterizzano i cacciatori alpini e la tutela e la corretta gestione della stessa sono tra i motivi fondanti di UNCZA che ha sempre dedicato attenzione e sforzi ingenti a questo problema.
In particolare attraverso il lavoro della “Commissione Tecnica Avifauna” si è promosso un consistente sforzo di ricerca circa la presenza e la gestione dei galliformi alpini e della lepre bianca, permettendo in tal modo di raccogliere una banca dati corposa e promuovendo un monitoraggio costante a livello provinciale sulla dinamica di queste popolazioni. I dati elaborati dalla Commissione sono stati recentemente presentati in alcuni meeting internazionali.

Collaborazione UNCZA, ISPRA, FEM per un’analisi genetica sui galliformi alpini

È stato recentemente sottoscritto un protocollo di collaborazione fra UNCZA e due fra i più importanti istituti di ricerca scientifica nel campo della conservazione e della gestione delle popolazioni selvatiche. La collaborazione ha lo scopo di realizzare una campagna di analisi genetica, estesa a tutto l’arco alpino, sulle popolazioni di tetraonidi, coturnice e lepre variabile.
UNCZA ha il compito di coordinare la raccolta dei campioni da sottoporre ad analisi, attivando a tale scopo i cacciatori alpini appassionati della caccia a tali specie, attraverso l’azione propositiva dei referenti della propria “Commissione tecnica Avifauna”. A sovrintendere il lavoro di raccolta è il coordinatore della Commissione, Ivano Artuso. I cacciatori alpini aderiscono fornendo piume, pelo, escrementi e tessuto di animale morto, abbattuto o rinvenuto.
La ricerca, in corso ormai da diversi anni, rappresenta una grossa opportunità, a fronte delle dinamiche in atto, per creare una “banca di campioni organici” da conservare nel tempo. Uno stoccaggio che permetterà di approfondire le conoscenze sui galliformi alpini e sulla lepre bianca, al fine di raccogliere informazioni sostanziali per cercare di fare nuova luce su tali popolazioni e sulle cause della fase recessiva che le stesse stanno attraversando. Sono già stati raccolti e catalogati oltre 800 campioni.

Progetto ALPE

 

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